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Nella
Chiesa di San Nicola originariamente esistevano tre organi realizzati
dal frater-organifex Tomáš Schwarz, membro laico
dell’Ordine dei Gesuiti. Questi fu inoltre autore di altri organi
in varie chiese gesuitiche fuori Praga. L’organo più grande costruito
da Schwarz, testimonianza delle sue straordinarie capacità, è
quello della Chiesa di San Nicola nel quartiere di Mala Strana,
che è munito di tre manuali e 44 registri ed è situato sul coro
occidentale della Chiesa. Questo organo fu suonato per la prima
volta il 10 ottobre 1746.
È curioso che l’organo fu costruito e messo in funzione in un
periodo in cui la chiesa non era ancora terminata e la navata principale
era chiusa da una parete provvisoria con l’altare illusivo dipinto.
Sicuramente non giovarono all’organo gli ulteriori interventi
edili all’interno della Chiesa, come ad esempio l’abbattimento
della parete provvisoria dopo l’annessione della navata principale
alla cupola e lo smussamento della corrente superiore della volta
della navata che consentì la realizzazione del grande affresco,
opera di Lukáš Kracker.
Dal
punto di vista fonico l’organo rappresentava il cosiddetto organo
della Germania del Sud, all’epoca da noi molto comune. È da considerarsi
una curiosità il banco della tastiera che risulta libero e non
incorporato direttamente nella cassa fonica dell’organo.
Per l’organo di Schwarz fu fatale l’anno 1802 in cui
venne a Praga l’abate Jan Vogler, teorico musicale tedesco,
per presentarvi il suo sistema semplificatorio, che rendeva più
facile suonare l’organo comportando purtroppo d’altra parte
anche la semplificazione delle proprietà acustiche dell’organo
stesso. L’intenzione era quella di adeguare il suono dell’organo
a quello dell’orchestra. Anche se l’abate Vogler ebbe molto
successo presso i musicisti e teorici di allora, alla fine si scoprì
che l’esperimento non giovò affatto all’organo che perse molto
del suo suono caratteristico, mentre sorgevano voci che chiedevano
il suo restauro.
Solo nel 1835 il costruttore di organi Josef Gartner
tentò di restituire all’organo il suo suono originario. Le canne
rimosse da Vogler si erano nel frattempo perse per cui bisognava
fabbricare tante canne nuove. Comunque anche in questo caso l’incipiente
romanticismo modificò ulteriormente il suono dell’organo nello
spirito della cosiddetta riforma ciciliana.
Nel 1904 il costruttore di organi Josef Hubička sostituì
alcuni registri dalla lunghezza di traccia superiore con le voci
equali non adeguate allo stile dell’organo. In questo stato l’organo
si conservò fino ad un’altra discutibile ricostruzione, realizzata
nel 1959 sotto la direzione del prof. J. B. Krajs.
Anche se l’intenzione era quella di restituire all’organo il
suo suono originario, contemporaneamente esso doveva essere anche
ampliato di un registro diventando uno strumento enorme, come successe
anche all’organo del 1702 nella Chiesa di San Jacopo a Praga.
A causa della mancanza di fondi fu realizzato un nuovo banco delle
tastature, furono rimosse le originarie parti meccaniche della trattura
e fu introdotto il comando elettromagnetico delle valvole delle
canne, inoltre furono aggiunte nuove camere d’aria per consentire
l’ampliamento dell’estensione tonica e furono cromatizzate le
ottave inferiori.
Nonostante tutti gli interventi di cui sopra è ancora possibile
prendere in considerazione un accurato restauro dell’intero strumento
come si fa attualmente con gli strumenti di questo tipo in tutto
il mondo. Dal momento che nel nostro paese si sono conservati solamente
alcuni organi barocchi a tre manuali, l’organo della Chiesa di
San Nicola sicuramente meriterebbe tale intervento.
Mentre del grande
organo di T. Schwarz si può ammirare la splendida cassa fonica
ornata da un coro di angeli che suonano, il suo organo minore
a due manuali e 18 registri si conservò intatto nello stato
originario sul ballatoio sinistro sopra la Cappella di San Michele.
Questo organo fu originariamente situato sulla galleria occidentale
presso l’altare di Santa Maria di Foyenne e fu usato per le messe
parrocchiali e scolastiche. Alcuni anni fa fu restaurato e oggi
serve prevalentemente per i concerti.
Il terzo organo di T. Schwarz era probabilmente situato sul
ballatoio destro della chiesa e aveva un manuale e 13 registri.
Nel 1832 fu trasportato nella chiesa di Santa Maria della Neve dove
purtroppo non si è conservato fino ai nostri giorni.
I collegi e i seminari gesuitici svolgevano da
sempre un ruolo preminente nella vita musicale delle varie città,
quindi anche nella Chiesa di San Nicola le esecuzioni musicali durante
le funzioni sacre si attestavano su livelli elevati. L’orchestra
e il coro musicale furono sempre diretti dai praefecti musicae scelti
accuratamente tra i preti gesuiti, fino a quando l’Ordine dei
Gesuiti non venne soppresso da Giuseppe II. Successivamente il coro
e l’orchestra della Chiesa di San Nicola furono diretti da importanti
compositori dell’epoca, come ad esempio Vincenc Mašek
negli anni 1795-1831, e l’organo venne suonato da musicisti del
calibro ad esempio di František Xaver Brixi, prima del 1759,
di Karel Pitsch negli anni 1832-1858 e di Josef Foerster
dal 1858 al 1861.
Praga commemorò anche la morte di W.A. Mozart con il suo
Requiem eseguito nella Chiesa di San Nicola dall‘orchestra
del teatro di Praga, poco dopo la morte del genio.
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